venerdì, aprile 30, 2004

Per chi pensa di venire alla Fiera del Libro, mi permetto di segnalare che

Domenica 9 maggio

Padiglione 1 - Stand Fidare (D39/C40)

sarò presente tutto il giorno per parlare del mio nuovo libro

Luna all'alba

Come tutti gli anni La Fiera è al Lingotto, Via Nizza 260 Torino.

Mi farà piacere poter vedere di persona alcuni (o anche tutti) dei partecipanti del mio blog.

Spero, per l'occasione, di avere almeno qualche copia a disposizione del libro da autografare. La tipografia di Roma sta facendo del suo meglio. Per maggiori informazioni potete visitare il sito del mio editore, Proposte Editoriali, www.proposteditoriali.com

 

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categoria:i miei libri, gentile editore
venerdì, aprile 30, 2004

Domani è una data storica, in cui dieci nazionalità finiranno di essere chiamate extracomunitarie. Auguri ai Cechi e agli Slovacchi, ai Polacchi e agli Ungheresi, agli Sloveni, ai Lettoni, ai Lituani e agli Estoni, ai Maltesi e ai Ciprioti. Un ricordo speciale va poi a Gorizia, che finalmente tornerà ad essere unita a Nova Gorica, e alla mia cara Trieste, che da domani sarà meno periferica.

La Fontana del Nettuno nella centralissima Piazza della Vittoria'

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categoria:ricordi, tra me e me
giovedì, aprile 29, 2004

Oggi è uscito il secondo numero di Vendicatori/JLA, la saga supereroistica attesa da sempre, con i più grandi (o alcuni dei più grandi) supereroi della storia del fumetto americano: Batman, Superman, Wonder Woman, Flash, Thor, Iron Man, Cap America e la sempre inossidabile Warbird (Miss Marvel). Dopo aver pubblicizzato il primo numero della saga di 4, oggi mi è sembrato giusto segnalare la seconda uscita. Imperdibile, per tutti gli amanti del fumetto. Appuntamento al prossimo mese...

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categoria:fumo di china
mercoledì, aprile 28, 2004

Ecco un brano tratto dal mio romanzo inedito (sob!) Tenebra di Luce. Potrete leggere una descrizione essenziale del locale che ha dato il nome a questo blog. Piccola curiosità: Ruffo è il soprannome di Leonardo, il protagonista.

C’era un locale dall’aspetto cadente, una casa in stile vittoriano interamente costruita in legno con le finestre aperte, attraverso cui Ruffo poté vedere un moderato movimento di persone e un caleidoscopio di luci soffuse. La musica proveniva da là. Su un’insegna di legno, attaccata solo più per un chiodo, che penzolava mossa dal vento e cigolava in modo sinistro, era inciso il nome del locale: La Volpe Dorata.

Entrò. I tavolini erano di forma circolare e sostenuti da volpi antropomorfe. Tutti gli avventori erano seduti al bancone, a parte uno. Si trattava di un uomo di bell’aspetto, perso nei propri pensieri. Stava scribacchiando su un taccuino, di fronte a un bicchiere pieno a metà di birra. Ruffo aveva l’impressione di averlo già visto da qualche parte. Andò a sedersi di fronte a lui. Quello non si accorse subito della sua presenza, difatti quando lo vide trasalì dallo spavento.

“Ehi, ti sembra il modo di arrivare?”

Leonardo sgranò gli occhi interdetto.

“Mi hai spaventato”, aggiunse.

“Scusa, non era mia intenzione”.

L’uomo indossava una camicia di cotone, sbottonata, che non riusciva a nascondere il petto villoso. Avvicinò il viso un po’ di più al suo per guardarlo meglio.

“Ci conosciamo, amico?”

“Non so. È possibile. Magari ci siamo incontrati a una festa”.

“Sì, non hai un volto nuovo. Qual è il tuo nome?”

“Leonardo”.

“Leonardo…”, ripeté il tizio, e continuò a rigirarsi quel nome sulla lingua per un po’.

“Scusa, ma dal momento che io mi sono presentato, dovresti farlo anche tu”, protestò Leonardo.

“Certo, hai ragione. Io mi chiamo Pino Porticelli”, rispose l’altro stringendogli la mano.

Ruffo non perse mai di vista il suo taccuino. Pino lo notò e, senza esitazione, gli mostrò quello che stava facendo.

Leonardo vide che stava disegnando una donna, vestita di abiti regali, con dei bellissimi occhi di cerbiatto.

Ad un tratto fu colto da vertigini. Conosceva anche quel disegno. Tornò a guardare Pino come se lui dovesse dargli delle spiegazioni e vide che sorrideva e gli strizzava l’occhio. Poi la sua espressione mutò in terrore, qualcosa o qualcuno alle spalle di Ruffo aveva attirato la sua attenzione.

Leonardo si girò e vide che al loro tavolo si stava avvicinando un poliziotto. Senza tante cerimonie sollevò di peso Pino dalla sua sedia e lo trascinò fuori dal locale. E Ruffo rimase con la testa piena di dubbi, confuso, impietrito da ciò che aveva appena visto. Tornò a guardare il disegno. Chi era quella donna? Pensandoci un poco il suo nome gli sarebbe balzato sulla lingua...

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categoria:i miei libri, assaggi letterari
martedì, aprile 27, 2004

Bradamante

Maniche a sbuffo, abito lungo,

scarpe di cristallo, postura regale.

Così ti vorrebbero,

così ti han detto che devi essere

se vuoi governare.

Eppure solo in sella a un cavallo,

con una spada in mano,

emerge la tua indole,

l'autorità, il comando!

e sboccia la tua rosa,

che splende sul metallo

di un elmo e un'armatura,

sulla seta di capelli

che cingono le sensuali spalle

a mo' di mantello;

o Regina di Spada

che non conosci la paura.

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lunedì, aprile 26, 2004

Gesù disse a Simon Pietro: "Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?" Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". Gli disse di nuovo: "Simone di Giovanni, mi ami?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo". Gli disse: "Pasci le mie pecorelle". Gli disse per la terza volta: "Simone di Giovanni, mi ami?" Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: "Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo".  Gv, 21, 15-17.

Non è importante essere o non essere cattolico o credente. Per me questo è l'amore.

Ci sono cose nella vita che vorremmo non dover perdere, che abbiamo paura di smarrire. Possono essere la fede, l'amore, l'amicizia. In particolare, se queste cose hanno sostanza, non sono solo valori, astratti nel loro essere, ma persone, credo che il senso di perdita sia ancora maggiore e più terrificante. Se amo una persona, perché per me rappresenta tante cose importanti e belle, preziose, dopo mi sento un po' orfano. Per qualcuno questa persona è il marito, il fidanzato, l'amante. Oppure il migliore amico. Ma può anche essere Dio. Per questo, quando si accusa un prete o una suora di non sapere cosa voglia dire amare perché loro rinunciano a legarsi a una persona, credo che si dica un'enorme fesseria. Si ama chi si incontra sulla strada e diventa parte di noi in modo così radicato da non potersene più privare. Per loro questo incontro è stato con Dio. Per gli altri è con un uomo o una donna. Ecco perché, quando ascolto questo brano di Vangelo, penso a una persona che amo incredibilmente, che non vorrei mai tradire, e mi vengono i brividi. Implicitamente, io voglio avere il primato nella sua vita, come Pietro in quella di Gesù, e custodire i suoi tesori e la sua memoria. Credo che questo sia l'unico vero modo di amare qualcuno.

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domenica, aprile 25, 2004

A Chiara

Sono stato in un posto

fatto di silenzio e pieno di calore

da cui ho paura di tornare,

che temo di non riuscire più a trovare.

C'erano pareti montagnose

scure come di carbone

e davanti valli buie sature di pace

dietro distese di abeti dall'audace fusto.

C'era la notte che si specchia in un placido lago

e un cielo trapunto di vivaci stelle,

ma non una, bensì due maestose lune belle,

in un posto che non voglio abbandonare.

Era Chiara,

erano i suoi occhi.

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sabato, aprile 24, 2004

Cos'è questo biancore? sono le nuvole che scendono dal cielo e si affollano? E' neve, il cielo che cade leggero sulla terra. Basta che il sole tramonti su un manto roccioso o sulla valle leggiadra, che cali la notte, e al suo ritorno ecco che il mondo cambia: una pennellata di bianco trasforma tutto. Ma qualcosa non cambia: piccola fragile pelle di pietra, minuscoli occhi di vetro, capelli di cotto, scheletro di legno. Una piccola casa che è lì per dirci che non siamo i primi, che non saremo gli ultimi, a sfidare la montagna.

il comune di Sestriere

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venerdì, aprile 23, 2004

Mio Dio come sono pigro, a volte! Oggi dovevo fare tremila cose e poi, già dalla prima, mi mancava la voglia. Dovevo restituire dei libri in biblioteca, andare a prendere un assegno e passare da Trony per scegliere il regalo di nozze da fare a due miei amici. Al principio ho detto: non vorrò fare tutto oggi? E poi si sa che faccio le corse perché al giorno d'oggi anche se devi andare nel quartiere vicino devi prendere la macchina e sorbirti i cantieri di Torino 2006, e che p...le! E poi, invece, ho fatto tutto, non solo, ho trovato il tempo per farmi la barba e darmi da fare a capire come mai il mio blog avesse perso metà dei post di aprile, visto che oggi su Splinder deve esserci stato qualche disservizio. Vi assicuro che in altre occasioni avrei finito col fare orecchie da mercante e aspettare che il disservizio si risolvesse da solo. Perché certi giorni sono davvero un bradipo...e certe notti, beh, lasciamo perdere che certe notti so essere anche leone...!!!

Il Bradipo Capellone

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giovedì, aprile 22, 2004

C’è poesia nella narrativa…

Di Terry Brooks

C’è poesia nella narrativa: se non riuscite a vederla e sentirla mentre scrivete, dovete fare un passo indietro ed esaminare dove avete sbagliato. Se non capite come scrivere una semplice frase illustrativa e farla cantare secondo quella poesia, non siete ancora pronti per scrivere un libro intero.

Se non sentite una musica nelle vostre parole, ci avete messo troppo cervello e poco cuore.

Se non vi chiedete mai cosa succede ai vostri personaggi dopo che avete smesso di scrivere di loro, non ve ne importava a sufficienza neanche prima e non meritate di saperlo.

Se credete che dopo aver pubblicato un libro diverrete una persona più felice, vi sbagliate. Se siete convinti che il libro finito abbia più valore di quanto avete imparato scrivendolo, vi sbagliate di nuovo. Se ritenete che denaro e fama siano la ragione più importante per scrivere e pubblicare, avete bisogno di un consulto psichiatrico.

Se non limate a sufficienza il vostro lavoro, sia nel contenuto sia nella grammatica, non dovete illudervi che qualcun altro lo faccia per voi.

Se scoprite di essere completamente soddisfatti di qualcosa che avete scritto, avete scelto una meta troppo bassa. Ma se non riuscite a staccarvi dai vostri scritti neppure dopo aver fatto del vostro meglio, vi siete scelti una meta troppo alta.

Se non amate quello che scrivete, se non siete giustamente riconoscenti della possibilità di creare qualcosa di magico ogni volta che sedete al computer o che prendete carta e penna, prima o poi quello che scrivete vi tradirà.

Se non pensate che ci sia qualcosa di magico nella scrittura, probabilmente non scrivete niente di magico.

Se qualcosa nella vostra vita, una cosa qualsiasi, è più importante dello scrivere, meglio lasciar perdere subito, finché siete in tempo per staccarvene.

Per coloro che invece non riescono e non vogliono staccarsene, c’è una sola cosa da tenere a mente: la scrittura è vita, respiratene a pieni polmoni.

Da “A volte la magia funziona” - 2002

 

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mercoledì, aprile 21, 2004

Bene, Napoleone l'ho rispedito all'Invalides e spero che ci resti per sempre, nella sua tomba monumentale quanto fredda. Per adesso mi concedo il lusso del riposo, prima che si ricominci con altre cose. Del resto aspettare quattro ore prima di poter sostenere l'esame e poi, dopo cotanto tempo di trepidante attesa, inanellare un voto che alto è alto, ma non abbastanza (e vai che banfo), mi darà almeno il diritto a un pomeriggio di relax. Oggi a Torino sembra essere arrivata davvero la primavera, fa caldo e le ragazze belle appaiono bellissime, quelle carine belle e quelle brutte carine...ops... Prima di chiudere consiglio di visitare un sito interamente dedicato al grande Corto Maltese, realizzato da un giovane appassionato di Milano: http://utenti.lycos.it/jsfcnc/index.htm E' molto interessante.

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martedì, aprile 20, 2004

Oggi sono un po' teso perché domani, dopo diversi mesi, sostengo un esame all'università. Per questo, oggi sono andato a lavorare e per quanto possibile cercherò di non pensarci troppo, che sono saturo di riforme, controriforme, tregue e trattati e la notte mi sogno Napoleone e Maria Antonietta. Anzi, già tanto che sogno! Quindi, stasera finisco di correggere le bozze del mio nuovo libro e poi mi guardo Inu Yasha, che forse è meglio.

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domenica, aprile 18, 2004

Ecco l'ultima poesia che ho scritto per l'ampliamento del mio romanzo Aziza, la cui stesura non finirà mai di ispirarmi. Spero di poterlo pubblicare presto.

Ti chiamano donna,

fatta di terra di pelle

e sole di labbra,

capelli raccolti in una foresta

e occhi lacustri.

Per me sei neve che incendia gelando

e fuoco che squaglia bruciando

il mio cuore di cera.

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venerdì, aprile 16, 2004

Eccomi di ritorno dopo alcune vicende informatiche che non starò a raccontarvi. In questi giorni pochi sanno, forse nessuno, che il mondo dell'arte è stato al centro di un caotico contenzioso su chi dovrà esporre il Crocifisso di Michelangelo comprato anni fa dall'antiquario Gallino. Per chi non lo sapesse - chi non è di Torino forse - Gallino aveva fatto parlare di sé per aver acquistato un crocifisso d'argento attribuito al Giambologna che il Comune di Torino in un primo momento aveva deciso di acquistare per poi fare un passo indietro quando non aveva ricevuto sufficienti garanzie di autenticità dell'opera. Questo in legno è autentico, è stato in un laboratorio per anni e adesso che se ne è individuato il prestigioso autore sembra destinato a restare a Firenze, dove attualmente è esposto. Forse perché a Gallino stanno un po' sulle scatole i torinesi, dopo quello che è successo sei anni fa? O forse perché - come dice Sgarbi - Torino non c'entra niente con Michelangelo? Firenze certo offrirebbe al manufatto maggiore visibilità, ma se non l'avesse scoperto e acquistato un torinese, di che visibilità godrebbe adesso? E poi cosa c'entra che Michelangelo è fiorentino? A Londra, New York e Parigi ci sono opere di Michelangelo, eppure anche con queste città l'artista non ha mai avuto niente a che fare...

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categoria:torino, tra me e me
mercoledì, aprile 07, 2004

Dopo due giorni di atroce influenza gastrica, ecco una barzelletta per rinsaldar lo spirito:

Humor inglese

Al reparto alimentari si presenta un omino con faccia da puntigliosetto e chiede al commesso mezzo cocomero. "Un momento solo, Sir, devo chiedere una cosa al responsabile". Si avvia verso gli uffici senza accorgersi che il cliente lo segue. Entra nell'ufficio del responsabile e prorompe: "Direttore, c'è un cretino di la' che mi ha chiesto mezzo cocomero". Cenni disperati del responsabile, che ha visto che il cretino in questione era dietro al suo commesso. Il commesso si gira e, senza fare una piega, dice: "E poi ci sarebbe questo gentleman che sarebbe interessato a prendere l'altra metà". Risolta la situazione, il responsabile e il commesso si ritrovano da soli nell'ufficio. "Giovanotto', - dice il direttore - "stava per combinare un bel disastro, ma non ho potuto fare a meno di ammirare il sangue freddo con cui ne è uscito. Vorrei sapere qualcosa di più sul suo conto. Come si chiama?" - "Baldwyn White, Sir. Vengo da Liverpool, città di grandi calciatori e grandi mignotte". Il direttore: "Mia moglie e' di Liverpool!" - "Ah, si'? E in che ruolo gioca?"

 

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categoria:si fa per ridere
domenica, aprile 04, 2004

Oggi sono felice perché ieri sera ho conosciuto di persona un mio mito di vecchia data. Qualcuno di voi si ricorda di Georgia Lepore? Quelli della mia generazione e di quelle prima, se la ricorderanno perché ha prestato la voce a parecchie canzoni dei cartoni animati, tutte belle, come Conan, Peline, Mimì e Ryu. La sua carriera è quindi cominciata molto tempo fa, quand'era ancora bambina. Ora è famosa come una delle doppiatrici più importanti in Italia, basti pensare che è lei a doppiare Cameron Diaz e Penelope Cruz. Siamo diventati amici per caso, perché ho trovato il suo indirizzo email e le ho scritto, e lei, da quella persona gentilissima che ha dimostrato anche dal vivo di essere, mi ha risposto. Ho scoperto che è davvero una brava attrice di teatro, per cui spero possa farsi conoscere anche per questo. Non mi resta che consigliare il suo spettacolo, La memoria dell'acqua, con numerosi interpreti di valore. Profondo e divertente. Successo garantito.

 

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categoria:ricordi, incontri