Vedo una grande luna stasera, nordica, offuscata dalle solite nuvole berlinesi che viaggiano veloci e portano freddo e a volte pioggia. Ma Berlino è anche questo. Una bella città moderna, un po' mitteleuropea, un po' scandinava e persino un po' asiatica, con le sue mille soluzioni fantascientifiche, da Potsdamer Platz a Alexander Platz. Ripenso alle cose fatte in questi giorni, ai mille volti di questa città come a quelli dei dintorni, e di una Potsdam che si è rivelata una splendida sorpresa. Da alcune sere vado a mangiare in una birreria nei pressi della fermata dell´S-bahn a Tiergarten, dove fanno dei piatti di carne e insalata fantastici, penso i migliori della città, visto che qui la cucina non è il massimo. Ci sono persone di tutta europa che seguono gli Europei alla televisione e fanno il tifo per la loro squadra. Peccato che l´Italia sia uscita. Ancora una volta ho fatto le 2. Qui tutto bene. A presto, a quando torno a Torino.

Ciao, carissimi. Finalmente torno a una vita normale, dopo l'esperienza, ancora più logorante del solito, ai seggi. Dopo ieri e soprattutto la sera dello spoglio delle europee, mi viene difficile credere che avrò ancora voglia di fare il presidente di seggio, di sopportare gli elettori esauriti e i rappresentanti di lista (non tutti) esaltati. Pensate che a una mia collega hanno bloccato il seggio fino alle 4,30. Fossi stato io li avrei già sbattuti fuori senza pensarci due volte. Sta di fatto che anch'io, domenica notte, sono andato a dormire alle 4. E poi ieri ho buttato il pomeriggio a portare le schede fino dall'altra parte di Torino, perché chissà come mai non importa dove hai il seggio, la consegna è e deve essere nello stesso posto per tutti.
Ma non voglio annoiarvi a lungo, con discorsi così bassi come quelli elettorali, ci sono cose più belle e più importanti che non la politica e la burocrazia.
Dedico questo post a tutti gli amici che ogni tanto vengono a trovarmi e a lasciarmi un commento, fiduciosi che prima o poi riuscirò ad avere un computer che funzioni.
Ciao. ![]()
Ciao a tutti. Scrivo da un'altra postazione di fortuna, quella di mio cugino stavolta. Cosa dire di Lourdes, se non che è complicato descrivere a parole un posto dove basta restare due giorni per sentirsi in un'altra dimensione? La vita lì è fatta di gesti semplici, rituali, ma che acquistano un grande significato. Accendere un cero o bagnarsi con dell'acqua non è la stessa cosa, se si pensa che in quei luoghi è apparsa la Madonna e la sua presenza si sente come tangibile, indiscutibile, come se fosse sempre lì. Pensate a sei milioni di persone che visitano Lourdes ogni anno e tutte sono composte nel loro pellegrinare, rispettose di te, del tuo essere, della tua cultura, della tua lingua. La sera l'Espianade si accende di fiaccole, migliaia di persone recitano l'Ave Maria in 10 lingue (francese, italiano, spagnolo, inglese, portoghese, tedesco, olandese, russo, slavo e greco). Poi c'è la messa internazionale, in una chiesa enorme come uno stadio, dove ai lati sono appese le immagini di santi e beati di tutta Europa, la celebrazione che si divide anche qui in tutte le lingue. Non puoi sentirti solo. Se i telegiornali puntassero le telecamere su questi eventi che si perpetuano ogni anno, la gente capirebbe come la pace è un obiettivo possibile e importante. Un ultimo pensiero merita la figura di Bernadette, che è stata fatta santa ma potrebbe essere la protagonista di un romanzo dell'800. E' stata maltratta da tutti, la sua famiglia è caduta in povertà e una volta entrata in convento è stata trattata con invidia, subendo ulteriori sopprusi. Dall'anno della sua morte (1876), il suo corpo è stato esumato tre volte e si è sempre presentato integro, senza cenno di decomposizione, come se stesse dormendo. Quella qui sotto non è una statua di cera in un feretro, ma lei! Come dubitare di una ragazza del genere?

Ciao. Vi scrivo da una postazione esterna, perché a casa mia parlare di computer e internet è impossibile, visto che il computer è spirato definitivamente. Come qualcuno già sa, è uscito il mio nuovo libro, Luna all'alba, un'antologia con i miei primi otto racconti, dal 1996 al 2003. Purtroppo, per la copertina, non ci sono ancora posti in cui sia stata messa in rete, quindi probabilmente mi toccherà scannerizzarla e provvedere da solo, quando potrò.
Vi saluto e cercherò di aggiornare il blog quando mi sarà possibile. Voi scrivetemi comunque, troverò il modo per leggervi e rispondervi. Ed ora vi salutò, stasera parto per Lourdes. Torno lunedì, speriamo più fortunato. ![]()