sabato, ottobre 30, 2004
Bella regia, bella fotografia, bravi gli attori, il film gira bene per la prima oretta, poi buio completo. Una vera delusione 2046 di Wong Kar Wai. Alla fine sembrava non sapesse come chiudere il film - di cui non si capisce la trama, troppi i punti oscuri - e si è ingarbugliato in un finale inutile e banale. Soprattutto, non è chiaro perché abbia voluto mescolare il fascino della rievocazione storica (Hong Kong Anni 60) con atmosfere fantascientifiche inquietanti e troppo cariche, quanto invadenti e inopportune. Poteva limitarsi al film che stava facendo e non sconfinare in un altro. Come romanziere so bene quanto sia importante non mescolare le cose, se no si rischia di dover buttare via tutto perché non ha gusto. Meglio scrivere due storie diverse. Così dovrebbe essere anche per il cinema.
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lunedì, ottobre 25, 2004
Recensione a Luna all'alba di Luisella Ceretta sul contenitore culturale L'isola del Tesoro.

Racconti di vita ed emozioni, al confine con “l’irreale”, sospesi tra realtà, sogno e pensiero, dove aleggiano anche echi di mondi lontani.
Otto racconti, “piccole storie” le chiama l’autore, intrise di quotidianità, messaggere della vita di ogni giorno ma talvolta intrise di sogno e poesia che le elevano dal semplice rango di temino ben fatto a Storie, dove ciascuno può, volendo e sentendolo, immedesimarsi.
Racconti che Del Gaudio ha scritto nell’arco di otto anni, tra il 1996 e il 2003, che non hanno, all’apparenza, un filo conduttore comune ma che, in verità, lo si può trovare celato tra le righe e che sembra piuttosto banale da mettere in evidenza: la vita. Vita, parola grossa che racchiude al suo interno tutto: amore, gioia, tristezza, paura, abbandono, delusione, sogno, disincanto. Insomma, niente novità in tutto questo. La novità sta nel trovarsi davanti storie diverse da altre che, agli amanti del genere, potranno piacere, alcune più, altre meno, come sempre accade quando si leggono dei racconti. La narrazione scorre fluida, senza intoppi, veloce, in netto miglioramento negli ultimi racconti, i più recenti, dove certo l’autore aveva già accumulato maggiori “esperienze” narrative (ha all’attivo due romanzi – Il candore dei ciliegi e Lungomare - e un saggio, L’identità segreta. Supereroi e dintorni) e affinato l’arte della scrittura con maggiore pratica. “Questa raccolta è nata anche dalla volontà di mettere insieme i racconti scritti in questi anni, per salvaguardarli, non isolarli dalla mia produzione, che è per lo più focalizzata sul romanzo”, confessa Del Gaudio nella nota conclusiva. E così ha ha scelto “queste piccole storie, che messe insieme ne fanno una grande, universale”.
“Se qualcosa di straordinario era successo all’alba non mi diedi cuore di scoprirlo. Era comunque stato un attimo bello e indimenticabile e mi piaceva ricordarlo semplicemente così, per paura di rovinare tutto l’incanto.” (dal racconto Aspettando Anne).
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giovedì, ottobre 21, 2004
Bellissimo. Non saprei come altro definire Hero, un film che avevo già programmato di andare a vedere già solo perché Zhang Yimou è uno dei miei registi preferiti. Chiunque potrebbe pensare a un film d'azione o fantasy classico, sulla scia de La Tigre e il Dragone da cui prende, indubbiamente, a prestito la dinamicità fantasmagorica dei duelli. Ma qui si parla di un altro film, dove alla base della storia c'è l'importante ideale del bene della comunità e del senso della patria. Che i cinesi abbiano da sempre condiviso questo sentimento - molto più di noi verso il nostro paese - non è una novità, ma qui la fedeltà è rappresentata con raffinatezza, cercando di nascondere la cruenza delle battaglie e dei duelli di spada sotto un sottile velo in cui tutto appare e non appare o un vortice morbido di fogliame, perché lo spettatore non ricordi tanto le scene di lotta, ma i valori e gli ideali dei personaggi. Un cast eccezionale per un cinema - quello orientale - che è ormai diretto concorrente di quello hollywoodiano. Sicuramente i due attori più celebri in occidente sono Jet Li (che non ha bisogno di presentazioni, e che qui recita persino bene) e la giovane Zhang Ziyi (diventata celebre con "La Tigre e il Dragone" e lanciata dallo stesso Yimou con il film "La strada verso casa"). Poi c'è il protagonista di tutte le principali pellicole di Wong Kar-Wai, Tony Leung Chiu Wai ("Hong Kong Express", "Happy Together" e "In the mood for love"), Maggie Cheung (anche lei in "In the mood for love") e Donnie Yen ("Blade 2").
Non mi resta che aspettare il 29 per andare a vedere in nuovo film di Kar-Wai, che consiglio a tutti perché è un altro regista davvero in gamba. Il titolo è 2046 e vede nel cast molte delle star di Hero.


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lunedì, ottobre 18, 2004
Bella l'esperienza di Pisa, dove sabato ho potuto presentare i due libri pubblicati con le edizioni Il Foglio. Oltre ad aver rivisto dei vecchi amici, ho potuto conoscere anche alcuni autori della casa editrice, tutti - o quasi - ragazzi come me con il sogno nel cassetto di diventare uno scrittore professionista. La voglia di fare non manca a nessuno, quindi era impossibile non leggere l'energia delle nostre storie e dei nostri versi già dipinta nei nostri occhi. Ottima la frequenza di visitatori in una fiera piacevole nelle sue esigue dimensioni, meno snervante senz'altro del clima che si respira ogni anno al Lingotto. Oltre alla presentazione che è andata molto bene, un cenno va fatto anche al viaggio, in cui ho potuto assaggiare alcune leccornie del posto (come i testaroli liguri e il caciucco alla livornese, davvero troppo per riuscire a finirlo) e vedere bei posti: Piazza dei Miracoli, certo, ma soprattutto Lucca, in cui non ero mai stato, e che consiglio a tutti, perché è bellissima.
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giovedì, ottobre 14, 2004
Cambia come il corpo durante la pubertà. Tutto prima o poi si trasforma, diventa più grande, più completo, a volte altro. Diventa diverso. Quel che c’era di buono si conserva, testimonianze di secoli risistemate, rimesse a nuovo, conservate con maggiore attenzione. Ciò che non può più essere viene abbattuto e altro prende il posto. A che servono le ferriere? A cosa i binari della ferrovia? Quel tempo è finito, ed ecco che un nuovo spazio si anima, prende il posto di ciò che c’era, senza bisogno di allargare i confini. Non c’è un punto di questa città crisalide che non si stia rifacendo il trucco. Solo ce noi non lo vediamo. È un po’ come quando il chirurgo lavora sul viso di una bella donna per poi nasconderlo sotto le bende, che anche queste, prima o poi, verranno tolte e mostreranno un nuovo volto. O come il castello di sabbia che prende forma solo dopo che il secchiello ha riversato il suo carico e viene sollevato dalla sabbia.
Dicono che è successo a Parigi, Londra, Berlino. A Barcellona, nel 1992. Ora sta succedendo qui. Niente più capannoni, fabbriche, ciminiere. Al loro posto torri di vetro, biblioteche, sale per concerti e conferenze, cinema, teatri, alberghi, grandi impianti sportivi, parchi fluviali, complessi residenziali, fontane, sedi museali e fieristiche, campus universitari, spine pedonali che attraversano la città, passanti ferroviari, reti di metropolitana, centri commerciali, complessi polifunzionali, nuove chiese, nuovi stadi. Case editrici che fanno a gara a chi pubblica la guida turistica più aggiornata. Professionisti di tutta Europa che vengono a studiare questo nuovo caso di riqualificazione urbana. Una volta non avremmo creduto che tutto questo potesse succedere.


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domenica, ottobre 10, 2004
Andata anche questa presentazione, anche se con meno partecipazione di quanto avrei sperato. Per il resto si è svolto tutto nella maniera migliore. Bravi il lettore e l'introduttore improvvisato che ho trovato all'ultimo momento, quando è venuto un mio amico che aveva già letto i racconti quando erano in versione embrionale e li aveva commentati. È una soddisfazione vedere come qualcosa che tu hai scritto si presti a numerose interpretazioni sia in termini di forma che di contenuto. Per quanto mi riguarda, ho cercato di parlare poco, meno delle altre volte, anche perché sui libri è meglio parlare il meno possibile e lasciare che la gente li legga. Per cui, in tre quarti d'ora è successo tutto.
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mercoledì, ottobre 06, 2004
Ciao, raga. Non ho avuto molto tempo per accendere il computer e non ci sono state molte novità di cui parlarvi. Vi ringrazio per il sostegno, vi farò sapere se sarò ammesso al corso da bibliotecario.
Nel frattempo, ieri pomeriggio - dopo numerose traversie - sono riuscito finalmente ad andare a ritirare la mia nuova macchina, una Panda (modello nuovo) colore blu elettrico. Guidarla è davvero rilassante, sono contento della mia scelta, anche se non mi costerà poco. Ma, come diceva Don Bosco, ci penserà la Provvidenza, basta saper attendere...
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