Bella regia, bella fotografia, bravi gli attori, il film gira bene per la prima oretta, poi buio completo. Una vera delusione 2046 di Wong Kar Wai. Alla fine sembrava non sapesse come chiudere il film - di cui non si capisce la trama, troppi i punti oscuri - e si è ingarbugliato in un finale inutile e banale. Soprattutto, non è chiaro perché abbia voluto mescolare il fascino della rievocazione storica (Hong Kong Anni 60) con atmosfere fantascientifiche inquietanti e troppo cariche, quanto invadenti e inopportune. Poteva limitarsi al film che stava facendo e non sconfinare in un altro. Come romanziere so bene quanto sia importante non mescolare le cose, se no si rischia di dover buttare via tutto perché non ha gusto. Meglio scrivere due storie diverse. Così dovrebbe essere anche per il cinema.
Recensione a Luna all'alba di Luisella Ceretta sul contenitore culturale L'isola del Tesoro.
Racconti di vita ed emozioni, al confine con “l’irreale”, sospesi tra realtà, sogno e pensiero, dove aleggiano anche echi di mondi lontani.
Otto racconti, “piccole storie” le chiama l’autore, intrise di quotidianità, messaggere della vita di ogni giorno ma talvolta intrise di sogno e poesia che le elevano dal semplice rango di temino ben fatto a Storie, dove ciascuno può, volendo e sentendolo, immedesimarsi.
Racconti che Del Gaudio ha scritto nell’arco di otto anni, tra il 1996 e il 2003, che non hanno, all’apparenza, un filo conduttore comune ma che, in verità, lo si può trovare celato tra le righe e che sembra piuttosto banale da mettere in evidenza: la vita. Vita, parola grossa che racchiude al suo interno tutto: amore, gioia, tristezza, paura, abbandono, delusione, sogno, disincanto. Insomma, niente novità in tutto questo. La novità sta nel trovarsi davanti storie diverse da altre che, agli amanti del genere, potranno piacere, alcune più, altre meno, come sempre accade quando si leggono dei racconti. La narrazione scorre fluida, senza intoppi, veloce, in netto miglioramento negli ultimi racconti, i più recenti, dove certo l’autore aveva già accumulato maggiori “esperienze” narrative (ha all’attivo due romanzi – Il candore dei ciliegi e Lungomare - e un saggio, L’identità segreta. Supereroi e dintorni) e affinato l’arte della scrittura con maggiore pratica. “Questa raccolta è nata anche dalla volontà di mettere insieme i racconti scritti in questi anni, per salvaguardarli, non isolarli dalla mia produzione, che è per lo più focalizzata sul romanzo”, confessa Del Gaudio nella nota conclusiva. E così ha ha scelto “queste piccole storie, che messe insieme ne fanno una grande, universale”.
“Se qualcosa di straordinario era successo all’alba non mi diedi cuore di scoprirlo. Era comunque stato un attimo bello e indimenticabile e mi piaceva ricordarlo semplicemente così, per paura di rovinare tutto l’incanto.” (dal racconto Aspettando Anne).









