martedì, marzo 29, 2005

Onorevole! Come sta, passata buona Pasqua? Io più o meno, sa com'è, i soliti pensieri dei ragazzi di oggi, il lavoro, il futuro, cose di cui non lei non deve preoccuparsi, ci sono già loro che si preoccupano. E poi lei deve organizzare la campagna elettorale, domenica ci sono le elezioni, mica micio micio bau bau. Posso dire di aver passato una discreta Pasquetta, ho guidato per 250 chilometri e mi sono sentito bene, tra i monti della Valle d'Aosta... sì, onorevole, quella regione autonoma che c'ha anche le autostrade sue, con i caselli automatici anche all'uscita, metti la banconota e ti dà il resto, un po' come fanno le macchinette del caffè di ultima concezione. Dobbiamo far vedere al mondo che siamo un paese figo, che in quanto a tecnologia non siamo secondi a nessuno.

 Oggi però mi è spettato l'ingrato compito di pagare la seconda rata universitaria, alla San Paolo, in banca, dove non puoi fare reclami perché loro non sanno niente. Un modo per tirare il sasso e nascondere la mano. Quale sasso? 560 euro, per due esami fuori corso. Non un sasso, ha ragione, un MACIGNO! E dire che fino a due anni fa ne pagavo 400 (erano già tanti allora), poi qualcuno ha pensato bene che la mia famiglia fosse così benestante da potersi permettere l'ultima fascia di reddito. Non le dico notizie come queste come vengono accolte in Puglia, da dove vengono i miei, le dirò solo che si tratta di un'esclamazione che con la prima parola fa riferimento al lavoro più antico del mondo e con la seconda al genitore di sesso femminile.

 Però ho pagato, pensando che o mi laureo o mi ritiro. Facile a dirsi, oggi come oggi laurearsi serve a poco, soprattutto in Lettere e con una triennale, perché è bastato togliere tre esami perché non fosse più specialistica. Ritirarsi,  troppo civile...immagini onorevole, dare gli esami quando si può e pagare quando si danno, se no piuttosto non iscriversi (e quindi non poter dare gli esami per quell'anno). No, scherza, noi dobbiamo sostenere l'Università e lo Stato, e i servizi che ci offrono, e che servizi! Per cui se non ti iscrivi, quando lo fai paghi per tutti gli anni in cui non l'hai fatto. Pensi che una mia collega, che vive da sola, per il solo fatto di non essersi separata dalla famiglia d'origine da almeno due anni, deve pagare una rata comprensiva del suo reddito e di quello del padre. Anche se il padre non contribuisce più al suo mantenimento, capisce. C'è da ridere, è vero. Del resto, non si chiama il teatrino della politica?

E dire che a me piacerebbe fare solo lo scrittore, andare a dormire quando ne ho voglia, scrivere anche di notte, andare in giro a parlare dei miei libri. Come, non ci crede? Dice che gli scrittori oggi non servono più? Può darsi, anzi...perché non parliamo degli artisti in genere? Mi ricordo che uno simile a lei, a una trasmissione televisiva, si ripassava la barzelletta da raccontare agli italiani per intortarli, allenando lo sguardo per essere più convincente, o forse fare più paura. In effetti a quel suo collega non l'ho mai visto molto ridere... Comunque, sul palco c'era un cantante che strimpellava una canzone d'amore, e lui che non ci badava, per lui c'era solo il suo intervento, le cose che doveva dire e che gli avevano detto di dire, punto e basta. Le canzoni d'amore sono poi sempre le solite, a che serve ascoltarle? Sono fesserie per i sentimentali e la plebaglia.

 Quindi, se incontra chi di dovere, lo ringrazi da parte mia del gentile pensierino, e gli dica che sono proprio felice di vivere in un paese così figo, dove ci sono anche i caselli automatici, che metti la banconota e non ci pensi più, tanto con le macchine mica puoi parlarci per fartela restituire...

 

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venerdì, marzo 25, 2005

Be', siamo di nuovo qua, a un'altra festa...

 

 

Buona Pasqua!!!

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mercoledì, marzo 23, 2005

Ieri sera ho visto al cinema un film di cui non posso non parlare, anche se la critica non è rimasta certo indifferente alla sua uscita nelle sale. Una produzione francoamericana, nuova fatica dell'originale regista Jeanne-Pierre Jeunet, Una lunga domenica di passioni è senz'altro un film curato e intrigante, ma attenzione, tutt'altro che leggero. La Prima Guerra Mondiale è descritta in modo cruento, con dovizia di particolari e scene quasi splatter, così come tetra è l'ambientazione, con personaggi noir che si muovono a cavallo tra la vita mondana parigina e quella provinciale bretone, in un incessante, incalzante scambio di situazioni. Alla fine, i meno attenti potranno fare molta confusione, ma è difficile che la storia non attiri l'attenzione degli spettatori, coinvolti dall'abilità del regista e da una trama avvolgente, che vede al centro l'indagine di un'innamorata e splendida Audrey Tautou (Matilde) sui fatti accaduti in una trincea dal curioso nome Bingo Crepuscolo, in cui teme abbia perso la vita il giovane fidanzato. Alla fine la vicenda si dipana completamente, senza lasciare niente al caso, con drammaticità ma anche speranza, quella della protagonista che fino all'ultimo non perde la fiducia nel filo del destino, quello che sembra legarla per sempre al suo amato. Oltre alla Tautou imprevista è la comparsa di Jodie Foster in una piccola parte e di Marion Cotillard, altra celebre, giovane attrice francese.

 

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sabato, marzo 19, 2005

Ecco una bella recensione sul mio ultimo romanzo...

La più recente opera di Del Gaudio è un romanzo abbastanza corposo, suddiviso in sette capitoli che affrontano ciascuno una diversa situazione.Il tema principale è quello del viaggio, negli Stati Uniti quello esteriore e all’interno di se stessi quello più profondo, che si coglie tra le righe di una sorta di ‘guida turistica dei sentimenti’. Il sentimento che lo pervade più degli altri, tuttavia, è l’amicizia, che costituisce l’asse portante del romanzo. L’amicizia di Michele verso Stefania, che lo spinge a catapultarsi dall’altra parte del mondo quanto la ragazza ha bisogno della sua presenza, ma anche quella verso le coinquiline americane di Stefania, Judy e Pamela. Lo spunto per l’ulteriore viaggio, che porterà i protagonisti da San Francisco a Los Angeles, da San Diego a Las Vegas, è fornito da un’estrema richiesta di aiuto da parte di Stefania. Man mano che la strada si snoda sotto le ruote dell’auto presa a noleggio, e il panorama delle grandi metropoli statunitensi riempie gli occhi di Michele e Stefania, il loro rapporto si trasforma. Non tanto quanto vorrebbe il ragazzo torinese, però: i suoi sentimenti sono altalenanti, in quanto alla profonda amicizia che prova per la sua Piffy (è questo il buffo soprannome di Stefania) si sovrappone il desiderio amoroso, a metà strada tra il sogno infantile e l’anelito erotico. Tuttavia, non si tratta di vero amore, o comunque non si concretizza nemmeno a parole. L’amicizia tra i protagonisti, attraverso un percorso di sostegno e aiuto reciproco (anche se potrebbe sembrare univoco, in realtà non lo è), cresce, nelle avversità e nei momenti sereni, in una sorta di trittico psicologico: la crisi, la stasi, la contemplazione della bellezza (esteriore e interiore). È nella stasi che si sviluppa l’introspezione del protagonista, che apre il suo animo al lettore, mostrandogli uno spaccato dei sentimenti che prova in quel momento. Ed è proprio alla luce di tali sentimenti che il ritorno a casa non è quello fisico, bensì quello collegato ai legami in cui riconoscersi, e persino ad un futuro sognato che irrompe, come un’onda di marea, nella realtà. Infine, è doveroso notare che lo stile semplice e scorrevole dell’autore viene impreziosito da alcune considerazioni di notevole spessore, inserite con abilità nel tessuto narrativo.

Teresa Regna

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domenica, marzo 13, 2005

Piango

Piango da tanto tempo

Piango da sempre,

anche se fuori rido.

Piango dentro

Perché fuori vedi che rido

E ridi.

Non vedi che piango?

Perché sei acqua che scorre senza dissetarmi

E fuoco che brucia senza scaldarmi

Sei vento che passa senza lasciarmi

Che non ti preoccupi di ciò che mi lasci.

Se sei una canzone non sei per me

Se sei una poesia non sei per me

Non ci sono io sul fare della sera

Quando torni a casa e pensi a un abbraccio

E ti consoli all’ombra del sorriso a cui pensi

Se sei un sorriso non sei per me

Se sei una carezza non sei per me

Se sei un bacio non sei per me

Non ci sono labbra per le mie labbra secche

Non ci sono le tue labbra

Piango

Perché non c’è altro nome che io abbia per te

Se non Amore.

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giovedì, marzo 10, 2005

Ricordo ancora il primo giorno a scuola...

Me lo ricordo veramente, il primo del liceo in particolare, il test d'ingresso all'Istituto Mazzarello, dal mio anno diventato da Istituto Tecnico Femminile a Liceo Sperimentale, uno dei primi d'Italia. Da noi si parlava di recuperi quando nelle altre scuole ancora gli studenti tremavano di fronte alle rimandazioni. Non sono mai stato rimandato, ma in prima mi trovai a dover recuperare Matematica e Chimica, in seconda Storia.

Ricordo cosa?

 La mia classe di 35 persone, i miei compagni, sei ragazzi, sette con il buon Luca nella sezione A. I primi della Mazzarello, qualcuno ci chiamava beati fra le donne. Per me, che avevo fatto le medie in una scuola esclusivamente maschile, fu quasi un trauma. Mi ero abituato a innamorarmi delle ragazze solo nei romanzi. E invece quell'anno oltre a me ... e Luca della sezione A, c'erano solo Alessandro, Stefano, Edoardo, Paolo, Massimiliano e Diego.

 Poi ricordo Federica che cammina in mezzo ai banchi, i capelli biondi lungo la schiena, gli occhiali che le davano un ulteriore tocco di bellezza, il suo modo di pronunciare la esse così sensuale, lei che si china per raccogliere qualcosa da terra e risponde alla sua compagna di banco, il mio primo amore. E tutti che mi prendevano in giro perché non mi cagava neanche di striscio, che una volta mi chiese perché la guardavo in continuazione e io che non ebbi il coraggio di rispondere, a cui toccai una volta un seno per puro caso, mentre rischiavo di cadere da una scala e non sapevo dove aggrapparmi...

Ma come dimenticare le interrogazioni disastrose e le mille rimonte, le corse nel cortile e l'odore di nuovo della palestra appena inaugurata, le prove il balletto alla Festa del Grazie, ogni anno, le recite natalizie e la parte più difficile, quella del cantastorie che nessuno voleva darmi perché dicevano che avevo poca voce, e che poi sono riuscito ad avere, i ritiri in montagna a Susa, le gite a Montecarlo, Assisi, Roma e, soprattutto, la più bella a Parigi, quella in cui pareggiammo 1 a 1 ai bordi di Place de la Concorde contro dei nostri coetanei d'oltralpe a calcio, i mille amori, le altrettante delusioni, i battibecchi e le incomprensioni, i litigi improvvisi e gli attimi di gloria, la consapevolezza di sé.

Come scordare quegli anni che a volte penso di avere amato, altre che non vorrei tornassero per niente al mondo, ma che evidentemente hanno lasciato qualcosa... Anche se i racconti che allora scrivevo non li leggeva e non interessavano a nessuno, se non ero il più bravo negli sport e non ero il più bello, se non ero bravo a suonare la chitarra o a ballare, se non ascoltavo Vasco o Carboni ma sciorinavo tutti i testi a memoria di Branduardi e Graziani e masticavo un po' di Bertoli e Guccini.

Sono cresciuto in questa scuola, un posto dove molto spesso mi sono sentito fuori posto, che se ci penso ancora adesso mi domando se lo rifarei. O semplicemente mi domando se rifarei il liceo e basta, se mi metterei in gioco come solo a quell'età si è capaci... Bisognerebbe tornare a quei giorni e vedere cosa significa confrontarsi con Manzoni e Kant, con Picasso, Watson e Creek, con la teoria dell'ostrica di Verga e il ciclo di Krebs, con il mito del successo e il sano protagonismo.

1casa 

 

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mercoledì, marzo 09, 2005

Udite Udite ! E' in arrivo la seconda edizione dell'Identità Segreta. Supereroi e dintorni. Copertina a colori, 70 pagine in più.

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sabato, marzo 05, 2005
 
Italoamericana di Alessandro Del Gaudio - pag. 120 - euro 8,00
ISBN 88 – 7606 – 057 - X
 
Un racconto di viaggio per sfuggire alla monotonia di giorni da dimenticare e alla depressione. Potrebbe essere sintetizzato così il terzo romanzo (per stesura e pubblicazione) di Alessandro Del Gaudio, scritto nel lontano 2000. Protagonisti sono due giovani torinesi, che si incontrano a San Francisco in circostanze spiacevoli. La prima è una ragazza da tempo trasferitasi in California per terminare gli studi, da tutti soprannominata Piffy, che dopo una storia d’amore con un americano assiste impotente alla sua morte. Il secondo è un suo amico, Miki, intenzionato a tirarla fuori dal tunnel della solitudine che minaccia di sopraffarla. Incontri particolari, valori incrollabili di amore e amicizia, strade che si perdono verso l’orizzonte da percorrere in auto di notte, torri di vetro illuminate come diamanti, ponti sospesi su baie di impareggiabile fascino, cocktail serviti in calde notti al chiaro di luna. Un mondo dall’altra parte del mondo, descritto con avvincente maestria.
Per acquistarlo è sufficiente richiederlo in libreria, possibilmente fornendo il codice ISBN sopra indicato, oppure comprarlo tramite IBS (www.internetbookshop.it), o ancora scrivere al mio editore, ilfoglio@infol.it
Visto che me l'avete chiesto...
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