Eccomi di nuovo a postare, al costo dei 50 centesimi del parcheggio, poiché posti dove parcheggiare davanti alla biblioteca non ce ne sono, a un mese dal mio racconto sulle balene. Lione l'ho lasciata due settimane fa, splendida città dove tutto funziona a puntino, dove se vuoi andare in metrò il biglietto non lo trovi nelle edicole o dal tabacchino, ma devi farti la tessera che ti serve per tutto. Tutto informatizzato insomma, tutto puntuale, i musei tenuti come Dio comanda, una certa esperienza nel vendersi bene per attirare i turisti. A parte tutto, è una di quelle città che meriterebbero una visita, come molte ce ne sono in Italia al di fuori del classico itinerario d'arte, dove a parte la sporcizia per le strade che nulla ha da invidiare alle nostre, si vive bene. E poi Lione è la mecca della cucina francese...altro che Parigi.
Dopo una settimana in campagna per respirare aria buona, sono tornato definitivamente a Torino con le solite domande sul cosa sarà di me da settembre, se troverò lavoro, se ci sarà almeno una biblioteca che calcolerà il mio curriculum, se dovrò ricominciare dalle indagini di mercato e dalle agende appuntamento che avevo lasciato a dicembre. Risposte non ce ne sono, non ho la sfera di cristallo e sono uno che non si fa più illusioni, mi resta una buona dose d'immaginazione per i miei libri ma in quanto a sognare credo che sia una cosa più complicata di questi tempi...
Però sono un tipo a cui piace settembre e piace l'autunno, piace tornare alla normalità, alle giornate tipo che cominciano alle sette di mattina e non sai mai come vanno e a che ora finiscono. Non che detesti stare in vacanza, ci mancherebbe, ma alzarsi tardi e vivere alla giornata è un lusso che dopo un po' stanca, soprattutto se sai che non te lo puoi permettere.
Saluti a tutti.








