A meno 10 si comincia. Sembra già aria olimpica, con l'arrivo della fiaccola in Piemonte e l'ingresso dei 2500 atleti nei villaggi olimpici. L'emozione è tanta, tante le aspettative per chi vede nell'Olimpiade un modo per rilanciare Torino e l'Italia come paese capace di organizzare grandi eventi sportivi. Pensare che le strade e le piazze dove ogni giorno passo per andare a lavorare e in cui ho girato migliaia di volte in tutta la vita faranno il giro del mondo mi dà un senso di straniamento, ma anche di euforia. Basta vedere l'incredibile crescita di turisti che c'è stata negli ultimi mesi in città, macchine digitali e telecamere dappertutto, gente che chiede informazioni o si orienta con una cartina della città. Il simbolo più ecclatante, la comitiva di giapponesi che ho visto ieri alla fermata del pullman. Allo sport farà eco la musica, con concerti dall'11 al 25 febbraio in Piazza Castello, una carrellata di artisti mai vista in Italia: Lou Reed, Duran Duran, Anastacia, Whitney Huston, Ricky Martin, Avril Lavigne, Ennio Morricone, Paolo Conte, Jamiroquai, Riccardo Cocciante, solo per citarne alcuni. Qui si fa già il conto alla rovescia. E in più, sabato si inaugura la prima linea del metrò, dopo 70 anni di attesa. Ma di questo magari vi parlerò poi.

Villaggio Olimpico di Torino













