Non avrei mai pensato di sapere di te in questo modo, dopo il nostro ultimo incontro di maggio. E adesso ripenso ai sopprusi e alle ingiustizie che hai subito e al fatto che questi 33 anni forse ti saranno stati tanto pesanti. Alzarti la mattina con il tuo fardello sempre là, ad aspettarti in fondo al letto, parcheggiato in un angolo, ma forse, chissà, eri riuscito a convivere con il tuo male, alla fine. Una vita spesa a combattere contro il sistema dei belli e vincenti, tu che cercavi di realizzare poche cose che chi le ha spesso non apprezza abbastanza, e più ne ha più ne vuole. E a te niente. E' questo, forse, che mi rende triste e arrabbiato, il pensare che non ti sono stati fatti sconti, ma mi rincuora dall'altro sapere che non ti sei mai abbattuto e non hai smesso la mattina di alzarti pur sapendo quanti fardelli ti aspettavano. Sei stato un vero modello di coraggio e ostinazione, come se ne vedono pochi in giro. Questo ti ha reso più bello e luminoso dei tanti fantocci che ti hanno deriso per il tuo aspetto e che si sentono grandi per l'immondizia in cui hanno ridotto la loro vita, quasi vantandosene. Tu adesso hai prati immensi in cui finalmente camminare e correre, e anime che ti amano. Loro no, e chissà se li avranno mai.
Ciao Giuseppe- :)














