martedì, maggio 29, 2007

Ecco, mi è venuto 'sto titolo in testa, o meglio quello che potrebbe essere il titolo di un mio romanzo. L'ombra dell'acqua. Suona proprio bene. Ma cosa ci scriverei? Ultimamente sono più le cose che inizio che quelle che finisco, forse perché non mi sento di chiuderle, non mi serve, non ne ho voglia o ho paura di farlo. E i libri non fanno distinzione. Ho scritto la parola fine su un mio libro poco meno di un anno fa, per capire quanto riesca a scrivere ultimamente. Sarà che voglio laurearmi, che ho la testa altrove, non importa. Non scrivo, non ne sento neanche più di tanto la mancanza, se è per questo. Però se penso a un titolo devo pensare anche a un seguito. Quindi, cosa ci potrei scrivere? Magari potrei cominciare a parlare di com'è Torino sotto la pioggia, a com'era in questo fine settimana, quando non ha smesso di tirare acqua. E' stata acqua un po' dappertutto, come in "Cleo" di Ivan Graziani, "lungo i marciapiedi, tra le case e in questo bar, e nel mio bicchiere, e dentro me". E al bar ci sono davvero stato, al Borgo Castello della Mandria, sabato pomeriggio, tra un acquazzone e l'altro, mentre visitavo la mostra sul Medioevo. E tu che non ti sei neanche degnata di dirmi dov'eri, nè hai provato a raggiungermi là per bere qualcosa insieme, forse per via del cappuccino orribile che preparano, ma non credo sia stato per questo. Ecco, potrei partire dalle pioggie di venerdì notte, creare un lungo preambolo per arrivare al nostro incontro mancato - in modo tutt'altro che casuale - sabato pomeriggio, alla domenica più acquosa degli ultimi mesi, dove nell'ordine sono partito con l'idea di fare del birdwatching al Colle Lys e mi sono ritrovato ad Avigliana con gli altri della Lipu e il cane trovatello del vicesindaco, e poi altra pioggia alla festa di compleanno da mio fratello nel pomeriggio, e la sera. Potrei proseguire con il mio ultimo sms, quello a cui non hai risposto, col cinema di ieri, con la voglia di vederti e di sfuggirti, accompagnata da una pioggerellina stupida e da un freddo glaciale. Per arrivare al bacio con cui ti ho salutato ieri sera, alla voglia di tenerti stretta che ho dovuto reprimere, al tuo solito distacco, all'impressione che mi fa vederti e pensare che non c'è niente di più bello di te. Che brutto romanzo verrebbe fuori, piacerebbe giusto il titolo, qualcuno magari sta già pensando di fregarmi l'idea, di usarlo per qualcosa di meglio che una storietta di poche pagine e pochi giorni. Una di quelle storiette che piacciono giusto a chi le scrive, qualche volta neanche a lui. E poi dicono che i romanzi non sono autobiografici.

venerdì, maggio 25, 2007

Accanto alla questione, delicatissima, del riassetto dei poteri e delle funzioni interne all´ateneo, si sono discusse ieri durante la seconda conferenza di ateneo, in un´aula magna molto affollata, anche novità che modificheranno profondamente la mentalità e le abitudini lavorative e di studio di corso Duca degli Abruzzi: per i docenti e i ricercatori, verranno attuate concrete politiche di verifica e di valutazione dell´impegno e, quindi, la premiazione (a fine mese) solo dei migliori. (La Repubblica - 24 maggio 2007). Bene, a quando un provvedimento simile a Palazzo Nuovo? Non se ne può più di docenti che fanno quello che cippa vogliono. Possibile che chi a Torino non studia al Poli non abbia gli stessi diritti e non possa pretendere lo stesso impegno?

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categoria:torino
mercoledì, maggio 23, 2007

Quella mente malata del buon Andrea Malabaila, autore torinese con all'attivo due romanzi di qualità, si è messo in testa di fondare una casa editrice e l'ha fatto. Un'altra, qualcuno dirà. E perché no? Con quello che si trova in giro fame di buone realtà editoriali ce n'è sempre. Per cui, andate a dare un occhiata a Las Vegas, per arrivarci basta un click, anche se il sito è ancora in costruzione, però se volete mandare qualcosa da leggere per un parere basta scrivere a

info@lasvegasedizioni.com

Vi dico subito che Las Vegas accetta storie giovani, fresche, innovative, ma assolutamente intimiste. Niente narrativa di genere (fantastico, noir, gialli), non per discriminare (se no come potrei consigliarvela?), ma perché oggi giorno conviene specializzarsi se si vuole avere una collocazione nel marasma dell'editoria. Dei dattiloscritti pervenuti verranno pubblicati pochi titoli, perché la qualità aumenta quanto più diminuisce la quantità.

Spedite gente, spedite!

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categoria:amici, gentile editore, bella cosa, universolibri
lunedì, maggio 21, 2007

Senti, non te l'ho mai detto ma per me sei sempre stata una persona speciale e vorrei restassimo amici per sempre. Non ti ho mai detto che quando ti ho incontrata all'università ho subito capito che avrei voluto restare in qualche modo legato a te, ma ho sempre ceduto ai compromessi e accettato che tu fossi quello che avresti voluto. Ti dico che mi è sempre andata bene così, mi sono sempre piaciute le nostre telefonate, le volte, poche, che ci siamo visti, le mille cose che ci siamo raccontati, le volte in cui, forse, ci siamo sfiorati. Io non lo so, tu sicuramente sì, mi hai sfiorato e toccato e ti ho amata per questo, anche se non te l'ho mai detto. E se anche meriteresti di sapere, il timore di perdere la tua amicizia mi tiene a freno, anche perché sarei anacronistico. Ti ho voluta bene, te ne voglio e te ne vorrò sempre, ma adesso c'è un'altra persona e c'è solo lei. Non mi è passata la curiosità di sapere di te, mi piacerebbe rivederti dopo anni che ci siamo persi di vista, mi piacerebbe sapere le cose che non so, magari di fronte a quella fantomatica pizza che ci siamo proposti di fare insieme. Un'altra cosa che non ti ho mai detto, mia cara, è che ti ho conosciuta in un momento importante, ero appena tornato alla vita, e in una sera qualunque, all'università, al corso di Semiotica del Testo, ti ho incontrata. Ma del resto, quante cose non mi hai detto tu di te? Sarai sempre rivelazione e segreto, sarai sempre mistero e certezza, e se ti andrà di starmi lontano non lo sarai mai abbastanza per essere nulla e sparire. Felice di aver letto il tuo nome nella mia posta elettronica, stasera.

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categoria:amici, questioni di cuore, tra me e me
giovedì, maggio 17, 2007

Visto che ci siamo, ecco la copertina rifatta di Le note di Nancy. In bianco e nero per ridurre un po' il prezzo di copertina, secondo me non è affatto male. Voi che ne pensate?Nancy

 Se volete, qui sotto c'è la nota che ho scritto all'inizio del libro.

 

Quando ho terminato la stesura di questo libro, ho sentito una sensazione di liberazione. Un po’ perché ero finalmente riuscito a terminare un lavoro cominciato due anni prima, un po’ perché sapevo di aver realizzato un romanzo intimo.

 Alcuni anni fa lavoravo in una fabbrica nella cintura di Torino, mi occupavo insieme ad altri venti operai di caricare sui camion i pacchi che l’SDA doveva consegnare ogni notte in giro per l’Italia. La prima idea per questo libro nacque così. Inizialmente Giacomo avrebbe dovuto essere un attento cronista oltre che un bravo artista, i suoi colleghi e le loro storie sarebbero dovuti diventare oggetto di analisi da riprodurre poi sulla tela. Come spesso mi capita, anche stavolta all’inizio non sapevo esattamente dove mi avrebbe condotto il filo della storia. Scriverla è stata una sorpresa anche per me.

  Spesso in un’opera l’artista proietta il mondo che vorrebbe. Ne Le note di Nancy credo che vi si possa trovare di più: la vita che tutti vorremmo. Le situazioni di questo romanzo il lettore può ritrovarle in qualche canzone memorabile o in un film indimenticabile, anche se non è detto che il mio libro piaccia a tutti.

 Scriverlo è stato come ripercorrere un viaggio interiore, ascoltare una musica struggente o rileggere un passo toccante del nostro romanzo preferito e sforzarmi di farlo conoscere a qualcun altro.

 I personaggi del libro rispecchiano il desiderio che la sensibilità, riposta nel cuore delle persone, possa superare la barriera del pregiudizio e dell’apparenza; il solo rammarico è che raramente ho visto questo mio desiderio realizzarsi.

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categoria:i miei libri
martedì, maggio 15, 2007

"Stare un po' di tempo da "soli" può essere utile ed indispensabile per ritrovarsi, dare sfogo ad un bisogno di libertà represso, riprendere strade interrotte, ritrovare il proprio equilibrio, elaborare un lutto (che sia un decesso o un abbandono), superare periodi in cui la mente o le ore sono così piene da non avere spazio per altro, o tempi che ci teniamo vuoti per capire cosa vogliamo veramente. Periodi di interregno doveroso, direi, in mancanza dei quali rischiamo di fare del male a noi e agli altri: cerchiamo un partner per abbarbicarvicisi col risultato di soffocarlo; o ci mettiamo col primo malcapitato che si innamora di noi, senza in realtà ricambiarlo; rischiamo di divenire prede di delusioni continue o prese in giro, o - per contro - giriamo come mine vaganti collezionando storie insignificanti, illudendo e ferendo chi è vittima dell'instabilità interiore che ci porta a non sentirci veramente bene con nessuno. In questi casi un periodo di "singolitudine" è un bene. Prendersi il tempo di frequentare gli amici, conoscerne di nuovi, fare le attività che ci piacciono (e non quelle che ci possono far conoscere più persone!), non ingolfarsi la vita, ma riprendere fiducia in noi stessi e scoprire di stare bene e volersi bene è importante."

 Gaia - Responsabile dell'associazione Vitagaia di Torino (www.vitagaia.it).

Voi cosa ne pensate? Vitagaia è un associazione che promuove attività di incontro, organizzando gite, serate a tema, manifestazioni culturali. Per qualcuno è il luogo dove trovare la persona giusta, per qualcun altro il posto giusto dove trovarsi con chi condivide gli stessi interessi, per altri il modo migliore per distrarsi un poco. Secondo voi, sono utili queste iniziative? In fondo c'è chi cerca di fare conoscenza tramite chat, per qualcuno i blog stessi sono il modo per conoscere gente nuova e, perché no, l'amore. Interessante può essere la riflessione di Gaia sopra proposta, leggendola ho pensato a persone che conosco e che stanno cercando, insoddisfatte, deluse dai soliti incontri alle feste, in discoteca, in vacanza. E perché negarlo, ho pensato a me, che ogni volta che mi innamoro finisco per pentirmene e pensare di essere incappato nella persona sbagliata. Anche se personalmente sono poco propenso a usare altri canali di conoscenza che non siano il contatto diretto. Mi affido alla buona sorte, insomma, alla mia buona stella, anche inanellando spesso risultati deludenti. Tuttavia posso testimoniare che a volte queste modalità d'incontro funzionano, ma sono dell'idea che da sole non bastino. Ci vuole anche molta fortuna.

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categoria:questioni di cuore, dibattiti, tra me e me
sabato, maggio 12, 2007

Premessa, non parlo solo dell'Iburo blogger ma anche del protagonista del mio primo romanzo. Ma andiamo per ordine.

 Con il mio amico Andrea Borla sono stato alla Fiera del Libro, quest'anno ancora più grande e caotica, forse perché alla manifestazione mancano gli spazi adeguati. Il patrono chiede l'Oval per fare un altro grande padiglione ma il Comune non glielo vuole dare, e allora tutti stipati nel classico Lingotto Fiere con in più un tendone dove viene ospitato il 4° padiglione, nuovo, una sauna. E' qui che si tiene Torino Comics, il salone del fumetto che da quest'anno, probabilmente, si fonderà con la Fiera del Libro. So per certo che a parte Lucca gli altri saloni stanno andando maluccio, quindi potrebbe essere una mossa vincente. Anche perché ho potuto vedere ancora più ragazzi del solito prendere d'assalto il Lingotto, la Fiera come le iniziative collaterali come il Bookstock (sorta di luogo in cui leggere in santa pace) e il connubbio libri e cioccolato; e appunto il Torino Comics. Girando ho visto stand di ogni sorta, migliaia di case editrici piccole che fanno delle belle pubblicazioni e a cui vorrei mandare qualcosa da leggere perché mi piacerebbe avere un libro in un loro catalogo. Ma dato che da un po' di tempo anche i piccoli editori hanno preso la brutta abitudine a non dare risposta sui dattiloscritti ricevuti, ho passato la prima mezz'ora a strigliarne un paio che non si sono degnati di farmi sapere cosa pensavano dei miei scritti, diversamente da quanto assicurato all'atto della spedizione. Perché, voi direte? Semplice, tutti vogliono il romanzo in formato cartaceo, paghi per fotocopiarlo (io ho una copia di tutti i miei libri già stampata), paghi per spedirla con raccomandata, e questi non ti cagano neanche , senza sapere che per fargli arrivare il plico hai pagato più di 10 €. Finito l'incazzo sono andato in giro per un po' di posti, ho visto l'ultimo libro di Borla giusto per farmi un'idea di come sono stampati i libri della Nicola Pesce, mio prossimo editore, e sono finito al salone del fumetto, dove c'erano un po' di pezzi grossi a fare disegni con dedica: Silver, Luca Enoch e Vittorio Giardino tra i numerosi fumettisti ospitati nello stand della Pavesio. Così ho avuto modo di conoscere di persona Giardino, a cui in passato ho spedito una copia dell'Identità Segreta da buon fan. Tornato alla Fiera, mi sono fiondato all'Ananke, che quest'anno ha pensato bene di togliermi Il candore dei ciliegi dal catalogo senza dirmi niente. Al che la risposta è stata che non lo ripubblicheranno e che se voglio posso svincolrarlo dal contratto - che per inciso avrebbe una durata di 25 anni - così Iburo adesso cerca un editore (e qui parlo del personaggio). A chi farlo leggere? Magari a una di quelle migliaia di piccole case editrici che non rispondono quasi mai.

 Che idea mi sono fatto? Ho visto professionisti del fumetto disegnare fianco a fianco di fronte a una folla strepitante di persone, parlare come vecchi amici, confrontarsi in una gara non competitiva di stili e tradizioni diverse, e ho provato una sottile vena di invidia, perché anche se non so disegnare ho scorto, ancora una volta, la differenza tra coloro che alla Fiera sono attesi e che passano per veri professionisti, e quelli che ci passano e vengono trattati come dei pezzenti, perché tanto nessuno li fila. Che sono poi la buona parte di artisti in ombra, chiamiamoli così, che dell'iceberg rappresentano la parte sommersa, quella che non si vede, e che dio solo sa se emergeranno mai. Ho realizzato che se quello che facciamo non lo facciamo per passione, abbiamo poco da continuare. Dobbiamo confidare che a qualcuno serva ciò che facciamo, qualcuno a cui il libro capita per magia tra le mani e lo legge, e lo trova anche bello, e magari lo consiglia a qualcun altro. Noi siamo quelli che navigano, a volte naufragando, nel porta a porta, quelli di cui manifestazioni come la Fiera del Libro, che punta solo a fare cassa, non si accorgerà mai, perché per loro non abbiamo mercato. E forse per certi meglio è consolante, tenendo conto di cosa passa il mercato ogni giorno.

 Dalla Fiera è tutto, restituisco la linea.

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categoria:incontri, torino, fumo di china, gentile editore, universolibri
giovedì, maggio 10, 2007

Un saluto gatto da Nanao

Nani01

e Oliver

Oliver

Belli vero, i miei due animaletti? :)))))))))))))))))))))

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categoria:da me, bella cosa
domenica, maggio 06, 2007

 Sono di ritorno dalla seconda uscita con la Lipu e devo ammettere che questa giornata di birdwatching è stata ancora più interessante della prima. Siamo stati in giro per risaie nel vercellese, un'altra delle cento faccie del Piemonte che non finisce mai di rivelare ambienti naturali e paesaggi sempre nuovi. Tra gli uccelli visti: nitticore, garzette, aironi (cenerini, rossi e guardabuoi), poiane, piro piro (boscaioli e culbianchi), cavalieri d'Italia, corrieri maggiori, combattenti, pavoncelle, poiane, piovanelli, lodolai, gambecchi, pettegole. I posti in cui siamo stati erano così:

Lipu07

Lipu08

 Giornate rilassanti come queste servono a rinfrancare lo spirito, a contatto con la natura ad ammirare il comportamento animale in tutta la sua semplicità e immediatezza. Sarà per questo che sono stanco e ho voglia di dormire. Sarà la stagione che invoglia a stare fuori fino a quando non ti sfianca e non ti costringe a tornare.

 Per il resto la mia vita procede in maniera monotona, a volte ciò che faccio mi piace e lo faccio con passione, a volte mi sembra tutto uguale: le stesse facce, gli stessi ritmi, i soliti risultati. E in più c'è stata la pioggia di questi giorni, che ha reso tutto più bigio. E ieri sera mi sono pure trovato l'Iburomachine con un vetro rotto. Però, malgrado questo, stasera mi sento bene e non ho pensieri.

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categoria:luoghi, tra me e me, altre cose che faccio
venerdì, maggio 04, 2007

Vi piace? E' la nuova copertina de L'Identità Segreta, il mio saggio sui fumetti che potrebbe essere in stampa per giugno. Inutile dire che libri come questo non finiscono mai di richiedere aggiornamenti, ma in più questa edizione avrà una trentina di illustrazioni realizzate dall'ottimo Oscar Celestini, autore anche della copertina. In più ci saranno alcune aggiunte al testo. Un libro nuovo, quindi, come nuovo era stata la seconda edizione rispetto alla prima. Questa, però, le batte tutte.

 Sarà distribuito da Panini, Starshop e Pegasus, cioé i tre distributori di editoria sui fumetti più importanti d'Italia.

 Il prezzo 12 €, sempre Edizioni Il Foglio.

 

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categoria:i miei libri
mercoledì, maggio 02, 2007

Be', come avete passato il 1° maggio, ragazzuoli? Io sono riuscito a evitarmi la pioggia per un pelo, abbandonando una Torino affollata di turisti e sindacalisti per località più tranquille. In cinque sull'Iburomachine, fatto il pieno, ci siamo inoltrati nei meandri del Biellese, una zona del Piemonte in cui mi sono recato raramente e che mi ha davvero stupito, perché io al di là di Biella non mi ero mai spinto. Invece sono stato ad Oropa, uno dei sette Sacri Monti piemontesi, architettonicamente sicuramente il più bello. Basti pensare che il santuario si sviluppa in una conca, incastonato nella natura come un gioiello, che visto dal basso sembra piccolo ma ad attraversarlo rivela promenade, cortili, chiese, cappelle e , visto che ci siamo, trattorie, per non scontentare il palato del turista. Tutto bello, ben organizzato e bello illustrato, a cominciare dal percorso delle 12 cappelle del Sacro Monte, a cui secondo me si è ispirato Kurumada per le Dodici Case dello Zodiaco nei "Cavalieri". Certo, le illuminassero un poco e le restaurassero anche farebbero un altro effetto, soprattutto in confronto alla magnificenza del resto del complesso, che è tutto tirato a lucido. I Sacri Monti sono pur sempre patrimonio dell'Unesco. Dopo un pranzo a base di torte salate e pane col formaggio, in barba alla trattorie di cui sopra, sulla mia torpedo blu siamo scesi verso altitudini più calde, dove la primavera non sembrava di nuovo inverno come a Oropa. Siamo andati al bellissimo parco della Burcina, una chicca per gli amanti dei rododendri, affollato di villeggianti con cani e carrozzine al seguito. L'abbiamo attraversato tutto fino ad arrivare alla torre in cima, da dove si godeva uno splendido panorama su tutta la provincia. Avessimo avuto una coperta da mettere sull'erba sarei lì ancora adesso, altro che in questa polverosa biblioteca. Ma è bastato un'ora perché i primi tuoni lasciassero presagire alle imminenti piogge di questa notte, dove finalmente a Torino ha piovuto che Dio la mandava. Abbiamo capito che non potevamo che rientrare e prepararci a una normale giornata lavorativa, che tanto di festività infrasettimanali per un po' non se ne parla...

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categoria:luoghi, tanto per citare