giovedì, maggio 29, 2008

Non smette di piovere. Mai. Sono 3 settimane e si è parlato di una possibile alluvione che, purtroppo, si sta rivelando una terribile possibilità. E mentre scrivo fuori a ripreso a diluviare. La pioggia per me può essere relax e meditazione, sentirla cadere e vederla scorrere sui vetri mi aiuta a considerare le cose da una prospettiva diversa. Ma adesso è buona solo a ingrossare i fiumi, e qui di fiumi ne abbiamo 4, senza contare gli affluenti nei dintorni. Mi sono tornati alla mente i ricordi del 2000, quando sono tornato dalla Sicilia e non si poteva neanche atterrare all'aeroporto, e avevano chiuso i ponti e non ci restava che rimanese a casa, perché tanto non si poteva andare da nessuna parte.

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categoria:ricordi, torino
domenica, maggio 25, 2008

Questa canzone mi fa venire i brividi. Soprattutto alcune parole le avrei dette volentieri alla persona che amo, se solo me ne avesse dato modo.

Chiuderò la curva dell’arcobaleno
per immaginarlo come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo
ci farò un bracciale di regina…

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categoria:dediche, questioni di cuore, da me, con mp3
giovedì, maggio 22, 2008

 La magia di un posto non è solo le sue bellezze e non sempre basta questo per renderlo magico. Una città è anche un bagaglio di esperienze, una sequenza di frasi, di immagini impresse nella memoria, di persone incontrate e vissute. È un lavoro o una passeggiata domenicale, una sosta sotto un balcone per ripararsi dalla pioggia, una partita a carte a casa di un amico, una birra all’aperto di un concerto. È così che si conosce il mondo che ci circonda, fatto di luoghi che o li si ama o li si evita, per merito di cose belle successe o di cose brutte che facciamo o che abbiamo fatto e preferiremmo dimenticare. Per cui quando guido, quando passeggio, quando mi siedo a una panchina mille immagini affollano la mia mente, frasi scolorite dallo scorrere del tempo, profumi e sensazioni impresse a fuoco nella memoria. Ecco che mi rendo conto di quanto può essere importante ciò che facciamo, come questo trasfigura il mondo che ci circonda, può annullarlo o illuminarlo, può deformarlo o raddrizzarlo. Perché se così non fosse, ogni posto rimarrebbe semplicemente uguale a se stesso per sempre, immobile, freddo, insipido. E penso che ci sono posti in cui spesso vado per fare le cose sbagliate, che mi piacerebbe tornarci per vivere emozioni di altro genere, e allora sì che li amerei e proverei a tornarci appena posso, mentre altri sono fortunatamente legati a momenti indimenticabili che, come un carillon, basta riaprirli con la mente per sentire risuonare una struggente, melodica musica.

 

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categoria:ricordi, luoghi, bella cosa
sabato, maggio 17, 2008

Alla fine mi sono lasciato convincere. Non ce la faccio proprio ad accontentarmi di una vacanzina di pochi giorni, tranquilla tranquilla, e così ieri mio fratello mi fa, vieni o non vieni, che Monica e Luca domani prenotano i biglietti? Dove, faccio io? Ma in Scozia, no? In Scozia? Ma se ne parlava per agosto, già prenotiamo adesso? Ma non ho ancora deciso, adesso su due piedi...che io a fine anno vado per i fatti miei a vivere...e come faccio...quanto costa? Alla fine, tra una telefonata di qua e una manovra di autoconvincimento di là, parto per andare in Scozia, dal 3 al 13 agosto, e farò di tutto per spendere meno possibile. Ma ce la farò? Già il viaggio mi costa 200 €, perché 'sti britannici fanno pagare una tassa anche per ogni indumento che indossi. Poi ci sarà l'auto per girare, mangiare bere dormire svegliarsi. Però non potevo resistere alla tentazione di andare a vedere com'è, 'sta Scozia dei miei sogni, che dicono tutti che sono pure gentili e gioviali 'sti scozzesi, magari mi prende la briga di fermarmi là e non tornare più.

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categoria:luoghi, altre cose che faccio
mercoledì, maggio 14, 2008

Qualcuno di voi sa chi è Alessandro Barbero? È uno scrittore di Torino, uno storico, che ha in comune con me proprio queste due cose, il fatto che si chiama Alessandro e il fatto che scrive. Perché per il resto lui ha vinto già lo Strega ed è amico di Piero Angela, altro torinese, e quindi, c’è da supporre, di un sacco di altri torinesi noti, intoccabili e irraggiungibili. E se andrete a cercare qualcosa di lui su internet scoprirete che ha pure una voce su Wikipedia, il che lascia supporre che sapere chi sia è indice di profonda cultura enciclopedica, che il suo nome e la sua opera sono degni di appartenere al pubblico sapere. Per cui, se non lo conoscete sentitevi anche un tantino ignoranti. Ma, parlando di cose serie, lui, Barbero, l’ho incontrato di persona due volte, certo lui non se ne ricorderà anche perché il nostro è stato un incrociarsi casuale, non voluto. Magari fosse stato così, avrei potuto porgergli un libro dei miei da leggere, magari sarebbe stato meno snob di tanti scrittori graditi ai torinesi noti, che mi hanno sempre liquidato in modo più o meno sgradevole. Ma, devo dire, non ho mai cercato il parere di Barbero, non mi è mai interessato, benché sono certo che sia tra quelli, nella mia città, che sanno scrivere meglio. L’ho incontrato, diciamo, in circostanze extraletterarie o, piuttosto, lavorative. Una volta è venuto a chiedere dei libri in consultazione alla biblioteca Ruffini, quando lavoravo nel 2006, e poi ieri, qui alla Reggia, scortato da non so chì in giro per il palazzo e gli uffici, e io che qui rileggevo di straforo il mio dattiloscritto tra una telefonata e l’altra seduto sulla mia umiliante sedia trespolo. E ho avvertito tutta la distanza tra me e lui e mi è venuta un po’ di rabbia, ma poi ho ripreso a correggere il mio libro e ho pensato che devo solo pensare a seguire la mia strada, qualunque sia, anche perché non so quanto in alto un giorno potrebbe portarmi.

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categoria:universolibri, altre cose che faccio
lunedì, maggio 12, 2008

Dopo un po' di tempo, più o meno due anni, ieri ho finito di scrivere un libro, quel Kyoko mon amour di cui ho già parlato. Chiaramente non è un romanzo, ma va da sè che l'ho scritto con la stessa passione. Se vogliamo non è neanche un saggio, anche se quando scrivo libri sui fumetti li definisco così. Ma non penso di essere abbastanza competente da poter scrivere saggi, da cui ci si aspetta un contenuto più tecnico. Appassionato sì, ma allora si può dire che è un libro scritto da un appassionato, che non ha definizione. Almeno non vado in giro a definirmi un esperto aspettandomi di essere invitato a qualsivoglia manifestazione o programma come tale. Del tema principale del libro ho già parlato, adesso mi preoccuperò di rileggerlo, risistemarlo e inviarlo all’editore, che non è detto che lo pubblichi. Per ora posso dirvi solo che è lungo quasi 100 cartelle con interlinea media e che sarà correlato di immagini. La parte centrale è quella più corposa, anticipata da quattro brevi capitoli e seguita da una conclusione sulle produzioni più recenti e interessanti tra quelle escluse dalla trattazione principale. Sarà un libro diverso da L’Identità Segreta, che appare più come un dizionario dei supereroi. Spero che ottenga lo stesso riscontro ricevuto dal mio primo libro sui fumetti.

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categoria:i miei libri, universolibri, altre cose che faccio
lunedì, maggio 05, 2008

 In questi giorni, dopo quasi un anno, la mia attività letteraria sta approdando a qualcosa di concreto. Per molti mesi ho scritto poco e inesorabilmente ciò che ho cominciato è rimasto sospeso, in attesa di essere ripreso, un giorno, e portato a termine. Chiaramente non ho la più pallida idea di quando e se quel giorno verrà, non è la prima volta che mi prendo un periodo di riflessione prima di scrivere gli ultimi capitoli. E il più delle volte questa scelta si è rivelata utile, perché sono riuscito ad aggiustare parecchi libri partiti con il piede sbagliato. Fatto sta che attualmente sono all’opera su un saggio dedicato ai fumetti, che intendo presentare allo stesso editore con cui ho pubblicato L’identità segreta. Questo lavoro verte sui manga sentimentali, o giovanili, analizzando l’opera di 5 autori: Rumiko Takahashi (Lamù, Ranma ½, Maison Ikkoku), Mitsuru Adachi (Touch, Rough), Izumi Matsumoto (Orange Road), Masakazu Katsura (Video Girl Ai, Zetman, Shadow Lady) e Harold Sakuishi (Beck). Il titolo provvisoriamente è Kyoko mon amour, in onore della protagonista di Maison Ikkoku. Ma potrebbe intitolarsi anche Aspettando Godai, altro personaggio della stessa serie. Di ciascuno di questi autori ho analizzato le principali opere di genere evidenziandone le caratteristiche e la poetica. Spero di riuscire a finire tutto entro metà mese. Non è un libro commissionato, ma è uno di quelli che il mio editore farebbe meno fatica a prendere in catalogo, visto che oggi la narrativa vende poco e tira molto di più la saggistica. E purtroppo ne ho avuto la riprova alla fiera di Piacenza. Però, a proposito di narrativa, Nicola Pesce si è fatto vivo e mi ha spedito le bozze del mio romanzo Le note di Nancy, che aspetta di essere pubblicato da ormai un anno. Forse questa è la volta buona. Mi ci dedicherò quanto prima, possibilmente da questo fine settimana, prima che l’editore cambi di nuovo idea.

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categoria:fumo di china, universolibri, altre cose che faccio, in stesura