Un ragazzo del posto ha scelto di lasciare una copia del suo libro di poesie su una panchina, con appiccicata sopra un'etichetta: l'invito a non tenere per se quel libro, a leggerlo e poi a rimetterlo in un posto affollato, come una piazza, un parco, un pullman, una stazione... Adesso lo leggerò, poi farò come mi chiede, anche perché sono convinto che i libri andrebbero fatti leggere. A proposito del post precedente, mi accorgo quanto poco si faccia per fare della letteratura ciò per cui è nata. Non dimentichiamo che una volta, secoli fa, si tramandava per via orale, si trasmetteva agli altri. Oggi che le potenzialità di propagazione sono molto superiori si fa di tutto per lasciare i libri negli scaffali o in soffitta. Allora, quando abbiamo dei libri che non leggiamo più, cosa potremmo fare? Solo oggi ne ho portati una ventina al Circolo dei Lettori, volevo sbarazzarmene semplicemente perché non erano di quelli a cui ero legato e ritenevo che ci fossero sicuramente persone più adatte a tenerli per sé. Ma è da tempo che immagino di aprire una biblioteca pubblica in cui mettere a disposizione tutti i libri che ho a casa e in soffitta, che ammonteranno a diverse megliaia, perché qualcuno li possa leggere visto che in casa sono buoni a prendere solo polvere. Magari catalogarli anche in SBN per renderne nota la disponibilità a livello universale, non sarebbe una cattiva idea. Solo, non sono tutti libri miei - non credo che mio padre acconsentirebbe, mia madre vorrebbe invece regalarli pur di toglierseli dai piedi - e molti rischierei di non vederli tornare indietro. Oppure potrei gestire una di quelle biblioteche ambulanti che oggi vanno di moda, portare i miei libri in giro, cercarmi un posto dove fermarmi come i gelatai, magari potrebbe funzionare. Intanto devo decidermi a leggere quel libro, che aspetta una panchina su cui essere lasciato, libero di circolare.

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