La magia di un posto non è solo le sue bellezze e non sempre basta questo per renderlo magico. Una città è anche un bagaglio di esperienze, una sequenza di frasi, di immagini impresse nella memoria, di persone incontrate e vissute. È un lavoro o una passeggiata domenicale, una sosta sotto un balcone per ripararsi dalla pioggia, una partita a carte a casa di un amico, una birra all’aperto di un concerto. È così che si conosce il mondo che ci circonda, fatto di luoghi che o li si ama o li si evita, per merito di cose belle successe o di cose brutte che facciamo o che abbiamo fatto e preferiremmo dimenticare. Per cui quando guido, quando passeggio, quando mi siedo a una panchina mille immagini affollano la mia mente, frasi scolorite dallo scorrere del tempo, profumi e sensazioni impresse a fuoco nella memoria. Ecco che mi rendo conto di quanto può essere importante ciò che facciamo, come questo trasfigura il mondo che ci circonda, può annullarlo o illuminarlo, può deformarlo o raddrizzarlo. Perché se così non fosse, ogni posto rimarrebbe semplicemente uguale a se stesso per sempre, immobile, freddo, insipido. E penso che ci sono posti in cui spesso vado per fare le cose sbagliate, che mi piacerebbe tornarci per vivere emozioni di altro genere, e allora sì che li amerei e proverei a tornarci appena posso, mentre altri sono fortunatamente legati a momenti indimenticabili che, come un carillon, basta riaprirli con la mente per sentire risuonare una struggente, melodica musica.















