Premessa, non parlo solo dell'Iburo blogger ma anche del protagonista del mio primo romanzo. Ma andiamo per ordine.
Con il mio amico Andrea Borla sono stato alla Fiera del Libro, quest'anno ancora più grande e caotica, forse perché alla manifestazione mancano gli spazi adeguati. Il patrono chiede l'Oval per fare un altro grande padiglione ma il Comune non glielo vuole dare, e allora tutti stipati nel classico Lingotto Fiere con in più un tendone dove viene ospitato il 4° padiglione, nuovo, una sauna. E' qui che si tiene Torino Comics, il salone del fumetto che da quest'anno, probabilmente, si fonderà con la Fiera del Libro. So per certo che a parte Lucca gli altri saloni stanno andando maluccio, quindi potrebbe essere una mossa vincente. Anche perché ho potuto vedere ancora più ragazzi del solito prendere d'assalto il Lingotto, la Fiera come le iniziative collaterali come il Bookstock (sorta di luogo in cui leggere in santa pace) e il connubbio libri e cioccolato; e appunto il Torino Comics. Girando ho visto stand di ogni sorta, migliaia di case editrici piccole che fanno delle belle pubblicazioni e a cui vorrei mandare qualcosa da leggere perché mi piacerebbe avere un libro in un loro catalogo. Ma dato che da un po' di tempo anche i piccoli editori hanno preso la brutta abitudine a non dare risposta sui dattiloscritti ricevuti, ho passato la prima mezz'ora a strigliarne un paio che non si sono degnati di farmi sapere cosa pensavano dei miei scritti, diversamente da quanto assicurato all'atto della spedizione. Perché, voi direte? Semplice, tutti vogliono il romanzo in formato cartaceo, paghi per fotocopiarlo (io ho una copia di tutti i miei libri già stampata), paghi per spedirla con raccomandata, e questi non ti cagano neanche , senza sapere che per fargli arrivare il plico hai pagato più di 10 €. Finito l'incazzo sono andato in giro per un po' di posti, ho visto l'ultimo libro di Borla giusto per farmi un'idea di come sono stampati i libri della Nicola Pesce, mio prossimo editore, e sono finito al salone del fumetto, dove c'erano un po' di pezzi grossi a fare disegni con dedica: Silver, Luca Enoch e Vittorio Giardino tra i numerosi fumettisti ospitati nello stand della Pavesio. Così ho avuto modo di conoscere di persona Giardino, a cui in passato ho spedito una copia dell'Identità Segreta da buon fan. Tornato alla Fiera, mi sono fiondato all'Ananke, che quest'anno ha pensato bene di togliermi Il candore dei ciliegi dal catalogo senza dirmi niente. Al che la risposta è stata che non lo ripubblicheranno e che se voglio posso svincolrarlo dal contratto - che per inciso avrebbe una durata di 25 anni - così Iburo adesso cerca un editore (e qui parlo del personaggio). A chi farlo leggere? Magari a una di quelle migliaia di piccole case editrici che non rispondono quasi mai.
Che idea mi sono fatto? Ho visto professionisti del fumetto disegnare fianco a fianco di fronte a una folla strepitante di persone, parlare come vecchi amici, confrontarsi in una gara non competitiva di stili e tradizioni diverse, e ho provato una sottile vena di invidia, perché anche se non so disegnare ho scorto, ancora una volta, la differenza tra coloro che alla Fiera sono attesi e che passano per veri professionisti, e quelli che ci passano e vengono trattati come dei pezzenti, perché tanto nessuno li fila. Che sono poi la buona parte di artisti in ombra, chiamiamoli così, che dell'iceberg rappresentano la parte sommersa, quella che non si vede, e che dio solo sa se emergeranno mai. Ho realizzato che se quello che facciamo non lo facciamo per passione, abbiamo poco da continuare. Dobbiamo confidare che a qualcuno serva ciò che facciamo, qualcuno a cui il libro capita per magia tra le mani e lo legge, e lo trova anche bello, e magari lo consiglia a qualcun altro. Noi siamo quelli che navigano, a volte naufragando, nel porta a porta, quelli di cui manifestazioni come la Fiera del Libro, che punta solo a fare cassa, non si accorgerà mai, perché per loro non abbiamo mercato. E forse per certi meglio è consolante, tenendo conto di cosa passa il mercato ogni giorno.
Dalla Fiera è tutto, restituisco la linea.
