lunedì, marzo 24, 2008

Quest'anno Pasqua è arrivata troppo presto, è primavera e sembra ancora gennaio, con i 4 gradi registrati stasera a Torino. Eppure l'equinozio c'è stato, puntuale il 21 marzo come sempre, e anche la prima luna piena, e quindi la prima domenica dopo il plenilunio, che appunto diventa per tradizione quella di Pasqua. Eppure non c'era proprio modo di prolungare la gita fuori città, malgrado i tentativi di tornare dopo cena. Faceva troppo freddo, c'era vento, hanno detto al tg che oggi al Parco della Mandria, a due passi dalla Reggia di Venaria, il vento forte ha tirato giù un albero uccidendo un uomo. E l'abbiamo sentito arrivando al Forte di Exilles, che è uno degli edifici più imponenti del Piemonte, a mio modo di vedere, magari più bello da fuori che dentro, ma intanto anche questa volta non sono riuscito a visitarlo. Però ho scoperto un posto dove mangiare davvero buono, un agriturismo su cui ho giocato al buio e ho vinto: 7antipasti, un primo (tagliarin con sugo di funghi e salsiccia), tre tipi di carne (capretto, coniglio e arrosto) con contorno di patate al forno, formaggi, dolci della casa, bevande, caffé e ammazzacaffé (tra cui la grappa al basilico), 30 €. Tanto? Secondo me no, visti i prezzi in giro. Però usciti ha cominciato a cadere qualche fiocco di neve, che ci ha costretti a scendere a Susa, 500 m più in basso. Susa è sempre molto carina e tranquilla, con le sue basiliche romaniche e i resti romani, e tanti ricordi dei tempi del liceo. Però oggi faceva troppo freddo, e alle otto siamo rientrati a casa. Peccato, quando è Pasquetta voglio sempre restare in giro, forse perché è la prima vera gita dell'anno. E domani mi aspetta una giornata di corse in giro per la città, tra motorizzazione per rinnovare la patente, lavoro in Reggia e il trasloco di mio fratello.

 

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domenica, settembre 09, 2007

Oggi non avevo bene in mente come avrei trascorso la mia domenica, fatto sta che questo weekend è venuto su da La Spezia un mio cugino che è in marina e che ha da poco compiuto 50 anni. Non avendo potuto farlo prima ha scelto questo momento per festiggiare con tutti e oggi ha voluto assolutamente fare una capatina a Asti, dove il 14 di questo mese si correrà il celebre Palio e in questi giorni è in corso un appuntamento immancabile per tutti i piemontesi, la Duja d'Or. E' una manifestazione enogastronomica tra le più importanti del nord Italia in cui si possono assaggiare vini provenienti da ogni regione e mangiare prelibatezze fatte in casa. In questo fine settimana era in corso il 34° Festival delle Sagre Astigiane, dove abbiamo mangiato di tutto e di più - dalla polenta ai funghi agli agnolotti, al cotechino coi crauti alla bagna cauda, ai maltagliati col sugo di coniglio - accompagnando ogni piatto con del vino adatto all'occasione, offerto allo stand. C'erano più di 50 stand, ognuno con una specialità diversa. Insomma, non potevamo mancare, soprattutto perché era la prima volta che ci andavo. Dopo siamo saliti in macchina e ne abbiamo approfittato per girare in questo affascinante territorio che nulla ha da invidiare, mi spiace dirlo, alle più celebri colline senesi, soprattutto quando si può ammirare un panorama come quello che è possibile vedere dal borgo di Alice del Colle, dove lo sguardo abbraccia Alpi e Appennini, Langhe e le Prealpi Liguri, da cui spira già il profumo del mare, chiaramente distinguibile. Era una giornata calda in cui mi ha fatto piacere guidare in posti tranquilli, avvolto dai profumi e dalla generosità di una terra ricca di sapori e scorci pittoreschi. Il Piemonte è davvero bello, in un'ora da Torino puoi arrivare a vedere posti completamente diversi l'uno dall'altro, anche se sulla collina da cui dominavo tutto mi è venuta voglia di essere davanti al mare.

 

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categoria:luoghi, mangia che ti passa
sabato, settembre 01, 2007

Kirkuk café. Era anni che non ci tornavo, una volta era un piccolo locale con cinque o sei tavoli per mangiare, da alcuni anni ormai è diventato un luogo di riferimento nel centro di Torino, con cucina curda e irachena molto semplice e appetitosa. A prezzi abbastanza popolari. Il locale si è molto ingrandito, per chi vuole c'è la possibilità di mangiare seduti sui cuscini davanti ai tavolini bassi e l'arredamento fa molto atmosfera, con delle nicchiette ricavate nel pavimento in cui sono posti oggetti d'arredo visibili attraverso un vetro. Sono tornato davvero con piacere, mi ricordo che l'ultima volta che c'avevo messo piede c'era appena stato l'attentato alle Torri e nessuno si fidava più degli arabi. La diffidenza è passata subito. Merito di questo ritorno il compleanno della mia amica Gracida, per gli amici, Graziella per gli altri, che ogni anno organizza in un posto diverso. L'anno scorso eravamo andati a mangiare il sushi all'Ohashi, quest'anno abbiamo cambiato latitudine, accontentandoci di feta, falafel e kebab, nonché birra graca e, come dolce, dello yogurt ricoperto di marmellata di rose. Troppa Grecia, direte, per essere un ristorante curdo-iracheno, ma che importa, non guastava, del resto la cucina greca e quella araba un po' si assomigliano. Tra mangiare il gyros e il kebab non c'è tutta sta differenza. Il ristorante è a due passi da Palazzo Carignano, dove lavoro tutti i giorni, quindi alla fine capito sempre dalle stesse parti. A pensarci bene oggi potevo evitare di tornare a casa, farmi trovare subito lì. Ma ero stanchissimo, non mi andava di camminare, difatti appena entrato in casa mi sono abbioccato sul letto.

 A parte tutto stasera Torino era molto chic, piena di turisti, la musica all'aperto che accopagnava la gente seduta ai tavolini o lo struscio serale, l'aria frizzante e più fresca di ieri, merito, forse, del temporale della scorsa notte. E ho pensato a quando a Anversa e Amsterdam dove ti giravi trovavi solo ristoranti etnici e ti veniva voglia di provarli tutti.