Intanto l'Italietta dei concorsi che contano ha decretato il nome del prossimo autore destinato a entrare nella Letteratura Italiana o degli italiani. Paolo Giordano ha appena trionfato allo Strega, il noto premio che prende il nome da un liquore. L'ha vinto con la sua opera prima, a soli 26 anni, pubblicando con un editorucolo come Mondadori, più o meno il genere di editori che si possono permettere gli autori esordienti in Italia, nevvero? E sorprende che a vincere sia stato un autore così giovane, perché per la gente a 26 anni in Italia sei quasi un bambino. Tutti si sarebbero aspettati... o augurati... i soliti nomi che vanno per la maggiore, i figli delle scuole holden e dei tuttolibri. Però c'è da chiedersi come abbia fatto uno scrittore in erba a vincere lo Strega e, ancora prima, a pubblicare con Mondadori, rischiando di cadere nel solito luogo comune che qualche aiutino da qualche parte l'ha avuto. Incuriosito sono andato a leggere su wikipedia i nomi degli autori che hanno vinto il premio dal 1947 in poi, alcuni dei quali sono davvero molto bravi e meritano la reputazione che hanno. Altri sono perfetti sconosciuti, ma quel che colpisce di più è che i libri che hanno vinto...salvo rare eccezioni...non li conosce quasi nessuno. Però i 400 giurati che li hanno scelti, che si chiamano Gli amici della domenica, in onore dei fondatori del premio, li hanno letti e li hanno anche consigliati, 400 persone che appartengono al mondo culturale. Basta leggere qualche titolo e poche parole di trama per capire quanto stanco e provinciale dimostri di essere questo "mondo culturale", completamente indifferente alle nuove tendenze e all'universo libri fatto in maggioranza di veri artigiani della scrittura e dell'editoria, un mondo che considera scrittori solo coloro che pubblicano con gli editori che contano e che possono permettersi una distribuzione capillare sul territorio, che non vanno certo in giro alla ricerca dei veri talenti da proporre, perché no, allo Strega.
Fra non molto toccherà al Campiello, in cui i giurati invece che valutare direttamente i testi - rigorosamente di narrativa - li sottopongono a una giuria di lettori, i quali scelgono i finalisti e il vincitore. Un po' meglio, un po' più democratico, anche se poi sono i soliti baroni della cultura a scegliere i libri da far leggere, mica i lettori. In pratica, a differenza dello Strega, invece di scegliere direttamente un vincitore lo si fa scegliere alla gente comune, a patto, però, che appartenga comunque al sistema editoriale delle multinazionali. Non è ammesso che a sfondare sia uno scrittore che non è stato preventivamente scelto e selezionato dal sistema chiuso dell'Intelligentia.
In sostanza tutto resta com'è, continua a mancare in Italia un premio importante e riconosciuto a livello nazionale che si occupi dei veri emergenti, degli autori che pubblicano con case editrici piccole e povere, che consenta agli autori di spedire il proprio lavoro e di fare scegliere ai lettori davvero liberamente chi deve vincere, permettendo ai partecipanti di gareggiare alla pari. Manca, insomma, un premio che "premi" davvero la scrittura, le storie, e non gli autori o la cerchia di amicizie in cui essi rientrano. Può avere qualsiasi nome, anche quello di un liquore, l'importante è che sia serio nei contenuti e nel regolamento.
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